I GUARDASPALLE DEL SUPERBOSS GIUSEPPE SETOLA RESTANO TUTTI IN CARCERE. TRA LORO CI SONO ANCHE QUELLI CHE IMPOSERO IL PIZZO ALL'IMPRENDITORE NOVIELLO

Il giudice per le indagini preliminare presso il tribunale di Napoli, Aldo Policastro, ha emesso un’ordinanza di conferma dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Santa Maria C.V. nei confronti dei componenti del gruppo di fuoco del clan Setola ritenuti “esattori” dell’organizzazione criminale. La sera del 1° febbraio la polizia casertana eseguì un provvedimento di fermo emesso dalla Procura Distrettuale di Napoli nei confronti di:Esterino Antonucci, alias “biscotto”, pregiudicato; Alessandro Gravante, soprannominato “zi lisandro u’ giudice”, pregiudicato, sorvegliato speciale; Aldo Russo alias “u’ marocchino”, sorvegliato speciale; Massimo Vitolo, sorvegliato speciale. Tutti gli arrestati sono gravemente indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso, per la loro appartenenza alla organizzazione denominata clan dei “casalesi-fazione bidognetti e più direttamente al gruppo facente capo a Giuseppe Setola, e di estorsione continuata ed aggravata dal ricorso al metodo mafioso. Le indagini della squadra mobile hanno permesso di individuare gli appartenenti al clan Setola che negli ultimi mesi avevano assunto, sotto la sua egida, la conduzione delle attività estorsive sul litorale domitio, vessando sistematicamente numerosissimi commercianti ed imprenditori, anche attraverso la pretesa e la riscossione di modeste somme di denaro, al fine di coseguire non solo un illecito guadagno ma, soprattutto, per ribadire ed affermare il predominio del gruppo bidognettiano in un’area storicamente soggetta al suo controllo.Gli investigatori, anche attraverso attività di intercettazione telefonica ed ambientale, hanno ricostruito numerosi espisodi estorsivi, praticati in forma capillare e continua attraverso una metodica vessazione degli operatori economici del litorale domitio.Le indagini, innanzitutto, hanno consentito di individuare in antonucci esterino, sino a pochi mesi fa ritenuto pregiudicato di piccolo spessore criminale, il principale referente di setola giuseppe riguardo alla riscossione ed alla distribuzione delle estorsioni, evidenziandone il ruolo di “cerniera” tra gli storici affiliati e le nuove leve che ne hanno ereditato la conduzione delle attivita’ illecite sul territorio. Antonucci Esterino aveva assunto un ruolo preminente in tali attivita’, organizzando e pianificando con criminale determinazione l’attivita’ degli altri fermati, cui era assegnato prevalentemente il ruolo di “contattare” le vittime e “riscuotere” materialmente il pizzo, anche se gli stessi partecipavano ai processi decisionali del gruppo.tra le vittime del sodalizio criminale sono stai individuati titolari di caseifici, negozi di elettronica, ma anche piccoli artigiani ed ambulanti ed i raccoglitori delle pigne della pineta di castel volturno, cui, a seconda della raccolta, veniva imposto il pagamento di una cifra fissa per quintale.l’attivita’ estorsiva non risparmiava neppure persone vicine o imparentate con altri gruppi criminali, cui, comunque, veniva reso il favore di effettuare un “regalo”.la tangente, addirittura, veniva imposta anche ai figli di uno dei “fermati”, gravante alessandro, raccoglitori di pigne. Il denaro estorto, come risulta esplicitamente dalle conversazioni intercettate, veniva in gran parte consegnato, sino al suo arresto, direttamente a giuseppe setola, ed in parte diviso tra gli affiliati. Tre dei fermati, Gravante, Russo e Vitolo erano sottoposti alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nei comuni di residenza e sono noti per la loro storica affiliazione al “clan bidognetti”, per il quale svolgevano il ruolo fiduciario di “esattori”. Gli stessi erano stati condannati nel gennaio 2002, insieme a Cirillo Francesco e Cirillo Alessandro a sei anni di reclusione per la tentata estorsione in danno di Noviello Domenico, titolare di un’autoscuola assassinato dal gruppo setola il 16 maggio 2008 a baia verde.

PRESI NEL NOLANO TRE ESTORSORI DEL CLAN RUSSO

Il 20 febbraio 2009, nelle prime ore della mattinata, a Nola e Scisciano, i militari del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna, grazie anche al determinante supporto fornito dai Carabinieri della Compagnia di Nola, nel quadro di una più ampia attività di contrasto del fenomeno estorsivo riconducile ai clan camorristici operanti nell’hinterland Nolano, sottoponevano a fermo di indiziato di delitto:DI MAIO Sebastiano; GIANNETTI Vincenzo; MARRA Stefano, tutti pregiudicati e ritenuti affiliati al clan “Russo” operante nell’agro nolano, facente capo ai noti latitanti Pasquale e Salvatore RUSSO, irreperibili da oltre un decennio, poiché gravemente indiziati del reato di concorso in estorsione ed incendio doloso, con l’aggravante dell’art. 7 della Legge 203/1991, per aver agito con metodi mafiosi e al fine di agevolare il clan di riferimento, avendo estorto ai titolari di una ditta di Nola, una somma di denaro iniziale di 3.000 (tremila) euro che, a seguito di trattativa, veniva ridotta a 1.000 (mille) euro, per la tranquilla prosecuzione dell’attività lavorativa, inducendoli al pagamento dopo un attentato incendiario.

E' NATO IN UNA CLINICA DI MADRID E SI CHIAMA BENJAMIN IL NIPOTINO DI NONNO DIEGO MARADONA. E' FIGLIO DI GIANNINA E SERGIO AGUERO

E’ stato chiamato Benjamin il nipotino di Diego Maradona nato in una clinica di Madrid. Citando fonti della stampa spagnola l’agenzia precisa che è nato alle 19 locali, che pesa 3,660 chili e che Giannina, la figlia di Diego che convive da tempo con l’attaccante Sergio Aguero, lo ha dato alla luce senza complicazioni.

LAUREA AD HONOREM CONFERITA DALL'UNIVERSITA' DEGLI STUDI SUOR ORSOLA BENINCASA DI NAPOLI A GIULIANO ADREANI, IL SIGNORE DELLA PUBBLICITA' MEDIASET

Una rassegna di immagini di Carosello, contenitore di pubblicità degli albori della tv, che arriva ai giorni nostri. Un passaggio dal vecchio al nuovo per testimoniare la rivoluzione nel mondo della pubblicità avvenuta attraverso le tv commerciali. E’ cominciata così, dopo i saluti di rito del rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Francesco De Sanctis, la seduta di laurea conferita ad honorem all’amministratore delegato del Gruppo Mediaset Giuliano Adreani, per il lavoro che nel campo pubblicitario svolge da 47 anni, con una tesi dal titolo “Io e la pubblicità”. “Ho fatto pubblicità alla pubblicità – ha detto scherzando – e sono felice di questo riconoscimento che non è soltanto mio, ma anche per la pubblicità. Ho lavorato tantissimi anni in questo settore, da quando la pubblcità si chiamava ancora “reclamè”. Un riconoscimento importante che Adreani paragona alla sua nomina a Cavaliere del Lavoro, avvenuta nel 2003. “Era la prima volta – ha sottolineato – che il Presidente della Repubblica, che allora era Carlo Azeglio Ciampi, nominava cavaliere qualcuno del mondo della pubblicità”.Più di altri settori, quello della pubblicità, come Adreani stesso ha affermato, “si è adeguato in maniera veloce alle situazioni del Paese e alla sua crescita. La pubblcità migliora e in questo momento di crisi c’è la necessità fondamentale, attraverso la comunicazione pubblicitaria, di ridare fiducia al Pese perchè il circolo virtuoso riprenda”. Sono ormai lontani i tempi in cui la pubblicità veniva additata come nociva perche’ “serve ad avvicinare il cliente all’impresa”.

TRAFFICO DI RIFIUTI SPECIALI, DIECI ARRESTI NEL QUARTIERE PONTICELLI DI NAPOLI

I carabinieri della stazione di Ponticelli, a Napoli, hanno arrestato 10 persone per reati legatialla gestione abusiva di discariche ed al traffico di rifiuti speciali. In particolare, tre persone (Di Lorenzo Francesco Saverio, 54 anni e imprenditore, Solla Paolo, 22 anni incensurato e Patierno Giovanni, 46 anni) erano gerenti della ditta “Business commercio e riciclaggio rottami ferrosi e non” con sede legale a Volla e gestivano di fatto una discarica abusiva all`interno di una area di circa 2.000 metri quadrati di proprietà comunale, autorizzata esclusivamente al trasporto di rifiuti ferrosi. Nell`area sono stati invece rinvenuti anche rifiuti speciali pericolosi, tra i quali migliaia di tubi in ferro di varie dimensioni, parti varie di veicoli, motori non bonificati, materiale elettrico, pneumatici usati, diverse cisterne di metallo, centinaia di metri cubi di materiale plastico e numerose bombole di gas. Altre sette persone (Esposito Maurizio, 39 anni; Ottaiano Gioacchino, 60 anni; Morino Domenico, 51 anni; Russo Alfonso, 59 anni; Zaplan Nicolae, rumeno 48enne, in Italia senza fissa dimora e non in regola con la legge sulla immigrazione; Zaplan Maria, rumena 46enne, senza fissa dimora e non in regola con la legge sulla immigrazione; Zaplan Viorel, rumeno 18enne, senza fissa dimora e non in regola con la legge sulla immigrazione) sono invece stati sorpresi mentre trasportavano a bordo di 4 diversi motocarri rifiuti speciali pericolosi e non, costituiti prevalentemente da materiali provenienti da demolizioni di autoveicoli che sono stati sversati presso la citata discarica. I mezzi e l`area sono stati sequestrati: Di Lorenzo, Solla e Patierno sono stati portati al carcere di Poggioreale, mentre gli altri arrestati sono in attesa del rito per direttissima.

SECONDIGLIANO:ANCORA UN RAID CONTRO UN CENTRO SOCIALE PER I MINORI A RISCHIO

Dopo l’assalto dell’11 febbraio scorso da parte di una baby gang a un centro per minori gestito dalla Gesco in via Altair, nel quartiere di Secondigliano, a Napoli, la cooperativa sociale ‘L’uomo e il legno’ ha denunciato un assalto nel suo centro, dove si attua un progetto del Comune di Napoli rivolto ai minori, nel quartiere di Scampia. Ignoti si sono introdotti nel centro, danneggiando il portone di ferro, e hanno rubato telefono, fax, computer e divelto le suppellettili. I ladri hanno anche aperto una grossa breccia nella parete della struttura di viale della Resistenza. A scoprire l’accaduto sono stati gli operatori della cooperativa che ogni pomeriggio accolgono decine di bambini e minori per le attivita’ di sostegno scolastico e ludiche. “Oltre agli ingenti danni materiali – spiega il presidente della coop, Vincenzo Vanacore – quello che più ci preoccupa è lo stato diffuso di tensione sociale che sfocia in questi gesti sconsiderati. Non credo che quanto avvenuto sia in relazione con l’aggressione al centro ‘Oltre la strada’ di Secondigliano della scorsa settimana. Ma c’è da sottolineare un crescente disagio sociale che è una vera e propria pentola a pressione in questa città”.

ARIANO IRPINO, RUBANO L'AMBULANZA DALL'OSPEDALE. DOPO QUALCHE ORA I CARABINIERI LA RITROVANO ED ARRESTANO IL LADRO

Ci hanno messo poche ore a ritrovare l’ambulanza rubata e ad arrestare il ladro, una persona affetta da disturbi psichici. Tutto ha avuto inizio questa mattina alle 9 quando è stata trafugata un’ambulanza dall’Ospedale di Ariano Irpino. Immediatamente gli uomini del Commissariato di P.S. di Ariano hanno dato la nota a tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio.
I Carabinieri, in particolare, hanno immediatamente attuato posti di blocco sulle principali arterie stradali della Provincia e in prossimità dei Caselli Autostradali. Per le ricerche è stato anche utilizzato un elicottero dell’Arma proveniente dal 9° elinucleo di Pontecagnano.
Proprio durante un posto di blocco effettuato dai Carabinieri di Castel Baronia e Vallata è stato rintracciato l’autore del reato, un 35enne residente in Vallesaccarda.
I Carabinieri immediatamente hanno bloccato l’uomo R.G., sofferente di disturbi psichici, e lo hanno portato in caserma.
Dopo un lungo interrogatorio, in cui sono state ricostruite le fasi del furto, i Carabinieri sono riusciti a risalire al luogo in cui l’uomo aveva abbandonato l’ambulanza perché braccato dai militari dell’Arma.
I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Avellino hanno così rinvenuto poco dopo l’ambulanza nel capoluogo irpino, dove a quanto pare l’uomo si era recato per avere ulteriori cure rispetto a quelle prestategli nel nosocomio arianese.
Il 35enne, tuttavia, non ha mai raggiunto l’ospedale di Avellino poiché appena giunto in quel centro, accortosi della presenza di numerose auto dei Carabinieri e dell’elicottero in volo, ha preferito abbandonare l’ambulanza e tornare nel suo paese con un autobus di linea.
Proprio mentre il pullman passava dal posto di blocco l’uomo è stato fermato.
Ora R.G. tratto in arresto dai Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino è stato tradotto presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari a disposizione del Procuratore Capo di Ariano Irpino Dott. Luciano D’Emmanuele e del Sostituto Procuratore Dott. Arturo De Stefano che sin da subito hanno seguito il susseguirsi degli eventi.

ARRESTATI A POMEZIA TRE PICCIOTTI DEL CLAN CAMORRISTICO STRAZZULLO-FRIZZIERO. ERANO ACCUSATI DI ESTORSIONE

Sono stati arrestati oggi dalla polizia a Pomezia (Roma) Enrico Strazzullo e Gerardo Donadio, ritenuti affiliati al clan camorristico Strazzullo-Frizziero operante a Napoli. I due sono accusati dalla Dda napoletana di diverse estorsioni, con l’aggravante dell’associazione camorristica, nei confronti di alcuni commercianti del Chiaia. Le indagini sui due sono partite dall’arresto, lo scorso 31 dicembre, di Giancarlo Postiglione, 32enne napoletano che nel periodo natalizio aveva, insieme ai due arrestati di oggi, tentato di estorcere una grossa somma di denaro ad una nota pescheria del lungomare di Mergellina, affermando che i soldi servivano per le famiglie dei detenuti. I poliziotti individuarono Postiglione come emissario del clan Strazzullo-Frizziero e lo arrestarono. I due complici, Strazzullo e Donadio, riuscirono invece a far perdere le loro tracce. Gli agenti li hanno ora individuati, in collaborazione con la squadra mobile di Roma, all’ottavo piano di uno stabile a Pomezia, dove avevano trovato rifugio. Strazzullo, pluripregiudicato e noto come “Peperone” o “o’figlio e settesoldi” è considerato il mandante dei due tentativi di estorsione, verificatesi il giorno 24 ed il 30 dicembre 2008 ai danni della pescheria.