23 Mar

Dalla genetica al calcio: i giocatori del Napoli hanno meno infortuni degli altri

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Che il Napoli stia bene in salute lo si capisce guardando la classifica: ma questo non vale solo per il punteggio o per le partite vinte.

I calciatori del Napoli si infortunano poco o nulla, ci sono pochissimi indisponibili quando arriva l’ora X e l’allenatore Maurizio Sarri fa le convocazioni. Anche la ripresa dagli infortuni ha dei tempi brevi. Basta guardare che l’anno passato Lorenzo Insigne è rientrato in campo dopo l’infortunio al legamento crociato anteriore dopo 124 giorni.

Tutto questo grazie al lavoro fatto dallo staff medico con la Società e al differente approccio in caso di infortunio. A guidare lo staff medico SSC Napoli c’è Alfonso De Nicola, professore presso la Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport Federico II di Napoli con un gruppo di bravissimi professionisti che in questi giorni hanno presentato agli studenti universitari i risultati da record ottenuti quest’anno con i calciatori del Napoli.

Un approccio diverso basato anche sul rapporto umano che prevede l’utilizzo di tecniche posturali, dà grande importanza alla prevenzione metabolica con la cura dell’alimentazione ma che ha il suo fulcro nello studio del DNA degli atleti.

Dietro questo importante studio c’è Antonio Giordano, ricercatore, oncologo di fama, direttore dello Sbarro Institute di Filadelfia, che si occupa di ricerche sul cancro e di medicina molecolare, oltre ad essere docente di Anatomia ed Istologia Patologica all’Università di Siena. Quella di De Nicola e di tutto il suo staff con Giordano è una collaborazione all’avanguardia per studi innovativi sulla genetica importanti per la prevenzione delle patologie muscolari e non solo. Una collaborazione che ha già dato i suoi frutti: e che frutti! I calciatori del Napoli sono quelli che hanno avuto meno problemi muscolari di quelli di tutte le altre squadre della Serie A.

Ecco che nelle prime 30 giornate in tutto fra i calciatori del Napoli ci sono stati 4 infortuni e 12 indisponibili: se si pensa che nella Lazio, fanalino di coda di questa statistica, gli infortuni sono stati 32 e gli indisponibili ben 118 si capisce l’importanza della ricerca. La Juventus ha avuto lo stesso numero di infortunati e ben 96 indisponibili. Questo ha portato in 30 partite di campionato, 40 totali per il Napoli ad una media infortuni di 0,10, migliorando i risultati del girone di andata. Per la Juve la percentuale di infortuni sale allo 0,74 a partita, su 43 partite disputate.

La media degli indisponibili del Napoli è di 0,30 per partite: fanalino di coda il Verona con 3,39 calciatori indisponibili per ogni partita. La Juve si è fermata su 2,23. Insomma risultati notevoli per gli studi sulla genetica degli atleti che hanno rivelato che una maggiore presenza di acido lattico nel sangue si associa ad una maggiore propensione agli infortuni. Questo consente ai preparatori di formulare strategie personalizzate per gli allenamenti ed anche per la dieta che prevede di tamponare l’acido lattico con sostanze basificanti. Nel corso della lezione tenuta di recente all’Università Federico II si è parlato proprio di come nutrire i muscoli dei calciatori.

Insomma questo Napoli sta bene in salute.

Nonsolonera

3 Mar

Il ritorno del Nautic Sud a Napoli porta qualche segnale di ripresa per il settore


Il ritorno del NauticSud, il Salone della Nautica, a Napoli ha una valenza importante: è il termometro del fatto che dopo anni bui per il comparto si vede qualche segnale di ripresa.

La crisi unita ad una serie di balzelli che hanno penalizzato il settore (basta pensare all’imposta sul possesso di unità da diporto del governo Monti), dai diportisti ai cantieri passando per i porti e per tutto l’indotto, ha portato ad una contrazione del mercato della nautica che secondo gli operatori del settore è stata più o meno del 60 per cento. Questo ha fatto tagliare posti di lavoro, chiudere tante piccole e meno piccole imprese, insomma un disastro.

Così vedere una ripartenza può dare una speranza al Sud, all’industria cantieristica italiana e a tutto quello che ruota intorno alla nautica: ho sempre fatto un ragionamento, da appassionata del mare in tutte le sue forme.

Ho sempre pensato che se in una famiglia dove c’è un natante, un gommone o una barchetta di sei-sette metri, si dovesse rinunciare per esempio per pagare le tasse aumentate davvero troppo, si perderebbero dei posti di lavoro. Cinque-sei gommoni in meno costerebbero all’impresa della nautica altrettanti posti di lavoro.

Il conto è presto fatto: ogni inverno ci sarebbero 5-6 clienti che non spenderebbero soldi nel rimessaggio del loro mezzo, dei motori, non comprerebbero gli accessori che si sono rotti, non acquisterebbero le dotazioni di sicurezza. E d’estate non prenoterebbero il camion per il varo e neppure il posto nell’ormeggio. Inoltre non spenderebbero soldi in benzina o gasolio, non darebbero le mance ai ragazzi che lavorano nei porti e tengono a posto le barche…Insomma tutto questo produrrebbe sicuramente un risparmio – la barca non è necessaria, certo – a fronte di una rinuncia ma soprattutto costringerebbero a troppi licenziamenti.

Questo è il principale motivo per cui il ritorno dopo alcuni anni, credo 5, del Salone nautico alla Mostra d’Oltremare di Napoli, peraltro in sinergia con l’Associazione dei Cantieri della Regione, a riprova di serietà e professionalità, mi fa piacere.

In questo salone il re è ovviamente il gommone: meno impegnativo come prezzo e come gestione, con le barche fino 8-9 metri è il mezzo più gettonato. Natanti, senza targa cioè. A fronte di quel meno 60 per cento registrato negli ultimi tempi si vede una prima inversione di tendenza: qualche contratto, qualche acquisto ci sono stati.

Mi ha spiegato Ugo Lanzetta dealer di una importante casa di motori fuoribordo che il trend positivo è del 15 per cento circa. Piccoli ma significativi passi. Se si pensa che all’interno del Salone ci sono 120 aziende in buona parte italiane, molte del Sud, che nel nostro Paese ci sono 411 nuovi yacht in costruzione e che arredamento e tappezzerie per yacht di lusso realizzati alle nostre latitudini non hanno nulla da invidiare a quelli del resto del mondo, tanto da essere i prodotti più richiesti dai paperoni di ogni dove, si capisce perché la rinascita di un salone di tradizione, è la 43. edizione, fa bene alla nostra industria, al nostro Paese.

Nonsolonera

3 Mar

Stato e Antistato, il pentito, l’onore e il superpoliziotto. Chi risarcirà Vittorio Pisani?

Il pentito Salvatore Lo Russo è stato condannato dal giudice monocratico di Benevento a 3 anni e 6 mesi per calunnia.

L’ex boss della camorra diventò famoso per avere infangato un superpoliziotto che aveva mandato in galera i latitanti più pericolosi della camorra napoletana.

Era il 30 giugno di 5 anni fa quando Vittorio Pisani, allora capo della Mobile di Napoli ed oggi, finalmente, questore, venne indagato. Per lui era stato chiesto addirittura l’arresto per le dichiarazioni di Lo Russo: il Tribunale rigettò la richiesta ma comunque gli notificarono il divieto di dimora nella città doveva aveva rappresentato lo Stato nella lotta contro i criminali.

Coperto dai sospetti di un delinquente qualunque che si toglieva più di una pietra dalla scarpa. Un enorme favore alla camorra: Pisani fuorigioco era un assist formidabile per chi viveva nell’ombra dell’illegalità.

Vittorio Pisani nel processo si difese, spiegò punto su punto che non aveva avuto rapporti poco professionali con il signor Lo Russo e, benché in “esilio” forzato, guidò i suoi uomini e i magistrati alla cattura del boss dei boss, Michele Zagaria.

Nella Questura di Caserta i poliziotti urlavano il suo nome, gridavano Pi-sa-ni: per rispondere così al torto che, giustamente, stesse subendo il loro capo, il loro collega. Neppure il tempo di gioire per quell’arresto che dovette lasciare la sua città. Quella Squadra Mobile che pure aveva risolto una faida, quella di Scampia, come la chiamammo noi giornalisti, venne di fatto smantellata.

La condanna di Salvatore Lo Russo restituisce un altro pezzo d’onore a Vittorio Pisani.

Ma torno a chiedermi, da questo blog l’ho già fatto, chi gli restituirà quello che gli hanno tolto? La serenità familiare, fu costretto ad andare lontano da casa; la carriera, era lanciatissimo, si parlava di lui come del futuro Capo della Polizia… Per non parlare della sua vita passata al setaccio, rivoltata come un calzino: una violenza assurdo per uno che era il castiga-camorristi.

Antonio Iovine, Cesare pagano, i Russo di Nola e tanti altri..i delitti risolti poi a partire da quello dell’imprenditore Franco Ambrosio…

Ribadisco quanto messo su carta all’indomani dell’assoluzione del brillante imvestigatore: “Chi scrive conosce bene Pisani ed ha sempre creduto nella sua innocenza e pensato che togliere di mezzo uno come lui voleva dire soltanto fare un gran piacere ai camorristi. In questi anni Vittorio Pisani ha pagato per colpe mai avute ma l’interrogativo é lecito: chi pagherà per tutto questo?”.

Ora però mi chiedo : pagherà qualcuno? Risarciranno Pisani? Non parlo di soldi…

Nonsolonera

19 Feb

Massimo Troisi e il suo ricordo sempre vivo. Oggi avrebbe 63 anni

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Oggi avrebbe spento 63 candeline e chissà magari avrebbe al suo attivo un Oscar e chissà quanti altri premi: di sicuro Massimo Troisi è sempre nel cuore e nel ricordo di tanti.

Di avere un cuore matto lo aveva scoperto fin da piccolo, a portarlo via troppo presto, il 4 giugno del 94, fu un attacco cardiaco per una febbre reumatica. Solo due giorni dopo aver completato le riprese del Postino, il suo film capolavoro. Per quel film qualche tempo dopo fu candidato all’Oscar.
Grazie a lui nacque una figura nuova nel cinema: l’antieroe, una vittima di questi tempi, un personaggio pieno di dubbi, preoccupazioni e contraddizioni proprio come i giovani di oggi.

Attualissimo tanto da aver ispirato anche un altro attore napoletano, Alessandro Siani, amatissimo dal pubblico di ogni età , Troisi era più che moderno. Era avanti.

troisi_danieleÈ il suo compleanno e ci piace pensarlo con l’amico Pino Daniele, pure lui scomparso troppo presto, pure lui dal cuore matto.

Massimo Troisi per Pino scrisse una poesia ( ‘O ‘ssaje come fa ‘o core) messa poi in musica dal cantautore che era proprio un’allusione a quel cuore che li faceva disperare.

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12 Feb

Juventus – Napoli: pure il sindaco di New York Bill De Blasio tifa per gli azzurri. Suo figlio no…

Bill de BlasioIl sindaco di New York , Bill de Blasio, chiare origini italiane, anzi campane, tifa Napoli e lo fa sapere anche sui social. Suo figlio, con sua grande tristezza, è per la Juventus.

Persino oltreoceano Juventus – Napoli cattura tutte le attenzioni. I confronti fra le due squadre riempiono da settimane i giornali sportivi, i canali televisivi sportivi e non solo TV generalista, giornali femminili, siti di gossip: non si parla d’altro.

I giocatori juventini si affannano a spiegare che vinceranno loro, vedi Pogba, Dybala e compagni. Dall’altra parte Maurizio Sarri parla poco, prova schemi, guarda video degli avversari. I calciatori azzurri sono sereni ed hanno fatto ancor più gruppo: guidati dal capobanda Pepe Reina hanno festeggiato il compleanno di Callejon cantando quello che ormai è diventato un grido di battaglia:

“un giorno all’improvviso mi innamorai di te, il cuore mi batteva non chiedermi perché , di tempo ne è passato ma sono ancora qua, ed oggi come allora difendo la città….”.

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Nonsolonera

11 Feb

Camorra, la mattanza continua: 12 morti dall’inizio dell’anno nel napoletano

La camorra torna a sparare e lo fa ancora una volta nella zona di Nola, provincia di Napoli: Francesco Tafuro, 32 anni, incensurato e Marcello Liguori, 31 anni, qualche precedente per gioco d’azzardo sono stati uccisi nelle campagne di Saviano. I loro corpi senza vita sono stati ritrovati dai carabinieri vicino all’auto di uno dei due. L’ultimo agguato nella zona a Mariglianella, dove il 28 gennaio è stato ucciso il pregiudicato Vincenzo Artistico.

Con questo duplice omicidio il bilancio dei morti ammazzati dall’inizio dell’anno sale a 12.

È la geografia della mala che sta cambiando: secondo la Dia a Napoli e in provincia ci sono ben 110 clan che possono contare su 5 mila persone, fra loro ci sono molti, troppi minorenni che vivono gli scontri fra bande come se fossero in un videogioco. Con il paradosso che più arresti ci sono, più scalano le gerarchie criminali i giovanissimi.

Tutto in nome di un lucroso affare: quello della droga. Dove pochi, i narcos nostrani collegati con trafficanti di droga sudamericani e spagnoli, investono i soldi di molti, cioè gli esponenti dei tanti clan che provano a dividersi le piazze di spaccio.

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15 Apr

Camorra, arrestato a Nizza il boss Antonio Lo Russo

I Carabinieri del Comando provinciale di Napoli hanno arrestato in Francia, a Nizza, il boss Antonio Lo Russo. Latitante da tre anni era nell’elenco dei primi 30 super ricercati d’Italia

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9 Apr

Una serata con l’escort per ottenere appalti e favori: 9 arresti nel Casertano

Sesso in cambio di favori. I Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Caserta, coordinati dalla D.D.A. di Napoli, hanno arrestato 9 persone tra cui alcuni amministratori pubblici del Comune di Santa Maria a Vico, ritenuti responsabili, a vario titolo, di turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio, corruzione e sfruttamento della prostituzione, aggravati dal metodo mafioso.

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