RIFIUTI E CAMORRA, SERGIO ORSI DOPO L'ASSASSINIO DEL FRATELLO MICHELE DISSE: SIAMO PERSONE SERIE NON CRIMINALI

Michele e Sergio Orsi si sono sempre definiti vittime della camorra, costretti a pagare tangenti ai clan. Lo disse, nel giugno del 2008, proprio Sergio Orsi, all’indomani della morte del fratello, ucciso in un agguato. Sergio Orsi è stato per alcuni mesi già in carcere, due anni fa, insieme con il fratello Michele, entrambi titolari della società ‘Ecoquattro’, ritenuta il braccio operativo del Consorzio di Rifiuti Ce 4. I due fratelli erano accusati, tra l’altro, di truffa, falso e di avere favorito la camorra. Michele Orsi aveva parlato diverse volte con i pm di Napoli in merito ai rapporti con la politica; venne definito dalla Dda un dichiarante, non un pentito. “Siamo stati minacciati, costretti a pagare, ad avere problemi giudiziari e poi ammazzati. Abbiamo pagato la camorra ma solo dopo reiterate minacce alla famiglia e ai nostri figli”, disse Sergio Orsi qualche giorno dopo la morte di suo fratello. “Non ho capito perchè mio fratello non avesse la scorta – aggiunse – con la protezione questo omicidio si poteva evitare. Mio fratello era un imprenditore serio, non abbiamo mai lavorato nel territorio ma al Nord Italia proprio per evitare rischi di questo genere. A volte mi chiedo, ma qual è il peccato nostro oltre a quello di nascere a Casal di Principe”?.