Confermato l’ergastolo per Enrico Perillo, mandante dell’omicidio di Teresa Buonocore, la mamma coraggio napoletana

Carcere a vita per il mandante dell’omicidio di Teresa Buonocore, la mamma coraggio di Portici, Napoli, che aveva denunciato l’uomo che aveva abusato di sua figlia. La Corte d’assise d’Appello di Napoli ha confermato l’ergastolo per Enrico Perillo. confermato anche il movente: la vendetta perchè la donna si era costituita parte civile al processo per abusi sessuali sulla ragazzina. Per quel processo Perillo venne condannato. Continua a leggere

Napoli, ancora atti di violenza nei confronti di due ragazzine minorenni

A Napoli nella zona dei Quartieri Spagnoli un ragazzo che ha compiuto 18 anni da pochi giorni ha dato fuoco al motorino della mamma della fidanzatina di soli 12 anni perchè si opponeva alla storia fra i due. Solo che l’incendio si è esteso anche ad altri motorini, si è levata una colonna di fumo nero e sono intervenuti i vigili del fuoco. Sempre a Napoli in un altro quartiere, al rione Don Guanella, un ventenne ha sequestrato in casa una ragazza di 17 anni “colpevole” di aver troncato la loro storia anche se incinta al settimo mese. Il giovane ha malmenato la ragazza, l’ha minacciata di morte qualora se ne fosse andata via. Il papá della giovane ha saputo dove si trovava sua filia, ha chiamato la polizia e la ragazza, in stato di choc e con il volto tumefatto è stata liberata. Il giovane, Mario Simonte, è stato arrestato. Ma quanto rimarrà in carcere? Sembra impossibile ma nell’era di Twitter e di Facebook ancora non si riesce davvero a tutelare le donne, in questo caso due ragazzine.

Siano, arrestato un operaio che maltrattava la moglie. Ancora violenza sulle donne

Stavolta si tratta di una coppia di Siano, provincia di Salerno:ieri sera i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un operaio 44enne di origini ucraine, perché ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali ed atti osceni in luogo pubblico. con ogni probabilità l’uomo era ubriaco quando, all’interno della propria abitazione, dopo aver aggredito per l’ennesima volta con calci e pugni la coniuge (connazionale 39enne), provocandole una serie di lesioni in varie parti del corpo, fortunatamente non gravi, si è affacciato e si è abbassato le mutande provocando lo sdegno dei vicini di casa. E l’ennesimo caso di violenza all’interno delle mura domestiche, una lunga scia di maltrattamenti che sembra non avere fine nonostante le tante iniziative, i centri di ascolto per le donne. Poche denunciano e comunque non è facile riuscire ad essere tutelati: spesso una denuncia non basta.