“Melania Rea uccisa perché si è negata ad un rapporto sessuale”: è scritto nella sentenza d’ergastolo

Melania Rea venne uccisa perché rifiutò di avere un rapporto sessuale nella pineta- è quanto scritto nelle motivazioni della sentenza d’ergastolo per suo marito Salvatore Parolisi. Nel dettaglio Melania avrebbe voluto andare con il marito e con la bimba- che forse si era poi addormentata- nella pineta a vedere i luoghi dove il marito si esercitava. Si fermò a fare la pipì dietro un albero e Salvatore, vedendola nuda e in stato di soggezione rispetto alla moglie- come scrivono i giudici-avrebbe cercato di avere un rapporto sessuale con lei. Melania provò a ribellarsi, a prendere il cellulare dalla tasca ma i pantaloni ancora abbassati non le consentivano troppi movimenti. E Salvatore preso dal raptus l’avrebbe uccisa con il coltello che aveva preso con sé quando aveva indossato i pantaloni mimetici per il freddo. Coltello che molto probabilmente aveva preso per tagliare il cibo della piccola Victoria o per raccogliere qualche ramo per la Pasqua.

Melania Rea: anche Salvatore Parolisi in tribunale a Napoli per l’affidamento della piccola Vittoria

Un’udienza ad alta tensione quella di oggi nel Tribunale per i minorenni di Napoli: si sono incontrati per la prima volta dal 20 luglio scorso, data dell’arresto di Salvatore Parolisi, i caporalmaggiore e la famiglia di Melania Rea. Parolisi è arrivato a bordo del furgone blindato della polizia penitenziaria, tradotto dal carcere di Teramo per chiedere di poter vedere la figlioletta che non incontra dal giorno dell’arresto. La Procura presso il Tribunale per i minori ha chiesto che gli venga tolta la patria potestà su Vittoria perché la bimba potrebbe avere assistito all’omicidio di sua madre. A chiedere l’affidamento della bimba i nonni materni, Gennaro e Vittoria Rea, come giá annunciato da tempo. Ma anche Franca Parolisi ha chiesto che le venga affidata la niptna, fatto questo che ha sorpreso i Rea che non si aspettavano a richiesta del genere. Clima gelido in aula, Michele Rea, il fratello della giovane mamma uccisa all’uscita dal Tribunale parlando con i giornalisti ha detto che ha cercato di guardare negli occhi Salvatore ma lui non avrebbe mai alzato lo sguardo.

Omicidio Melania Rea: in carcere il marito Salvatore Parolisi. Il dramma della piccola Vittoria. Facciamole sentire il nostro affetto

Speriamo che non sia vero, dicono i familiari di Melania Rea: bisogna vedere se le accuse reggeranno in Tribunale. E’ certo che per i congiunti della povera mamma uccisa a Ripe di Civitella il 18 aprile scorso il colpo è pesante:chiedevano giustizia ma pensare che l’assassino secondo i magistrati è quel giovanotto trattato come un altro figlio, un altro fratello, è francamente troppo! E poi c’è la piccola Vittoria, due anni neppure: oltre ad aver perso la mamma in modo così brutale, adesso è pure senza il papá. Sarebbe bello far sentire tanta solidarietà e tanto affetto alla piccola, magari con un messaggino o un commento.

Omicidio Melania Rea:chiesto l’arresto per Salvatore Parolisi dalla Procura di Ascoli

La Procura di Ascoli Piceno ha chiesto l’arresto per il marito di Melania Rea Salvatore Parolisi: adesso tocca al Gip la decisione. È dunque confermata l’indiscrezione giornalistica rimbalzata dopo che é stata depositata la perizia medico legale sul corpo della giovane mamma di Somma Vesuviana uccisa nel bosco di Ripe di Civitelle 4 mesi fa.

Omicidio Melania Rea: venerdì Salvatore Parolisi interrogato ad Ascoli. “Sono innocente” dice il marito della donna uccisa

Venerdì Salvatore Parolisi sarà interrogato dai magistrati di Ascoli titolari dell’inchiesta sulla morte di sua moglie Melania. Ma lui si dichiara innocente: il caporalmaggiore in servizio presso il Reggimento Piceno dice ai giornalisti che lo hanno assediato davanti alla casa dei familiari a Frattamaggiore che lui continuava ad amare Melania, per i carabinieri invece l’omicidio sarebbe avvenuto durante un litigio:Salvatore avrebbe detto alla moglie di volerla lasciare e ne sarebbe nata una lite. I familiari di Melania Rea sono addolorati ma continuano a voler credere che non sia vero nulla: la giustizia deve andare avanti, dicono, poi si vedrà .20110622-071215.jpg

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Camorra, Casalesi: Laura Titta la soldatessa amica di Setola prestava servizio nella caserma dove c’era Parolisi.E se ci fosse un collegamento con l’omicidio di Melania?

Bella, violenta, vendicatrice e, secondo i magistrati al servizio di Giuseppe Setola e dei suoi. Laura Titta, 25 anni, soldatessa presso il reggimento Piceno ad Ascoli, quello dove Salvatore Parolisi fa l’istruttore secondo i magistrati avrebbe svolto il ruolo di vivadiera, avrebbe fatto da raccordo fra gli appartenenti al gruppo di Setola, gli stessi che hanno portato a termine la strage degli africani a Castelvolturno. Insospettabile soldatessa la donna avrebbe ordinato di picchiare perché gelosa il suo ex fidanzato, pure lui ex componente del gruppo di Setola, oggi collaboratore di giustizia. La Titta prestava servizio ad Ascoli nello stesso periodo di Parolisi, il marito di Melania Rea. Non c’è alcun collegamento per ora fra l’efferato delitto della bella mamma di Somma Vesuviana e la donna arrestata ieri dai carabinieri. Solo una circostanza per il momento

Omicidio Melania Rea: inattendibile il super testimone. Aveva giá detto di aver vinto al Superenalotto ma non era vero

Ancora irrisolto il delitto della giovane mamma di Somma Vesuviana:è decisamente inattendibile il super testimone che aveva raccontato di aver visto Melania litigare con il marito Salvatore Parolisi e poi messa a forza in macchina da due donne. Per gli inquirenti si tratterebbe di una bufala: lo stesso personaggio aveva detto di aver vinto al Superenalotto ma non era vero. Si esaminano intanto i vestiti trovati a Colle San Marco un mese dopo il delitto. Nei prossimi giorni Salvatore Parolisi che, come persona offesa, ha nominato due legali, potrebbe essere nuovamente ascoltato.