Droga, arrestate 35 persone a Mondragone, un gruppo collegato al clan Fragnoli-Gagliardi

Guadagnavano fino a 7 mila euro al giorno. Son finiti in manette in 35 con l’operazione ancora in corso del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, della Squadra Mobile di Caserta e del Commissariato di P.S. di Castel Volturno (CE), coordinata dalla D.D.A. di Napoli.
L’ordinanza di custodia cautelare per 35 persone è nei confronti di un’organizzazione, contigua al clan camorrista FRAGNOLI-GAGLIARDI di Mondragone (CE), dedita al traffico di ingenti quantitativi di cocaina, crack ed hashish. L’organizzazione, che si approvvigionava dello stupefacente a Napoli-Secondigliano, aveva trasformato la villa comunale di Mondragone in un vero e proprio super mercato dello stupefacente, con l’organizzazione di veri e proprio turni di servizio durante i quali i pusher, tra i quali anche giovani minori di età, coadiuvati da numerose vedette, assicuravano lo spaccio della droga senza interruzione nell’arco della giornata ai numerosi acquirenti provenienti da tutta la provincia e dal basso Lazio. L’attività di spaccio assicurava quotidianamente all’organizzazione introiti fino a 7 mila euro. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati ingenti quantitativi di stupefacenti ed armi da fuoco nella disponibilità degli affiliati. Contestualmente, la Polizia di Stato sta eseguendo un decreto di sequestro preventivo emesso dalla D.D.A. di Napoli in relazione a beni mobili ed immobili, quote societarie e rapporti bancari, nella disponibilità dei destinatari delle misure cautelari, ritenuti frutto del reimpiego dei proventi delle attività illecite dell’organizzazione.

Droga, da Torre del Greco a Pavia e Modena : 28 arresti, collegamenti con i Di Gioia

I Carabinieri del nucleo Investigativo di Torre Annunziata, Napoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla magistratura napoletana ed hanno arrestato 28 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina e hashish.
Nel corso di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, i militari dell’Arma hanno delineato il ruolo di ogni indagato nell’ambito del gruppo, che aveva collegamenti con il clan “Di Gioia” di Torre del Greco (NA) e si approvvigionava degli stupefacenti importandoli dalla Spagna, scoprendo 5 piazze di spaccio che gli indagati gestivano a Boscoreale, Benevento, Pavia e Modena.

Droga,Napoli: 23 arresti di narcos fra Italia, Spagna e Marocco. Cocaina e hashish con corrieri polacchi. Legami con i Polverino Nuvoletta e con il terrorismo

Un patto fra narcos sudamericani e i trafficanti di droga del triangolo Marocco Spagna Italia ha portato all’arresto di 23 persone. Sullo sfondo dell’indagine dei carabinieri di Napoli coordinati dalla DDA la camorra del clan Polverino Nuvoletta che aveva un ruolo inmportante nell’organizzazione ma anche il terrorismo internazionale. Un inquietante intreccio che ha permesso di svelare come uno dei trafficanti arrestati in Spagna dai carabinieri con la collaborazione della Guardia Civil, colpito da mandato europo sia anche noto per aver frequentato ambienti del fondamentalismo islamico ed essere stato accostato a èpersonaggi coinvolti nell’attentato di Madrid del 2002. A portare la droga in Italia su auto con doppio fondo preparato da abili meccanici napoletani corrieri polacchi, spesso donne, con a capo pure una donna della stessa nazionalità

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Perù, preso Artemio, capo di Sendero luminoso. I rapporti con Ammaturo, narcos della camorra

Eleuterio Flores Halas, alias comandante Artemio, non fa più paura. Il capo dei guerriglieri di Sendero Luminoso è stato gravemente ferito durante l’operazione che ha portato alla sua cattura. L’annuncio lo ha dato ieri il ministro della Difesa del Perù Alberto Otarola. Il blitz nella selva peruviana, nella zona di Santa Maria. Flores Halas, che ha 50 anni, è considerato il boss degli ultimi ‘senderistas’:entrato nel movimento 25 anni fa è accusato di 500 azioni terroristiche nelle quali sono state uccise almeno mille persone fra civili, militari e poliziotti. Vista l’età non può non aver conosciuto e avuto rapporti con un boss nostrano, Umberto Ammaturo, re dei narcos che proprio fra i guerriglieri peruviani aveva la sua base e grazie a loro avrebbe usato gli ‘avionettes’ piccoli aerei che portavano a bordo grossi quantitativi di droga proveniente proprio dalla selva peruviana. Uno scambio che i senderisti utilizzavano per finanziare il loro movimento. Coca in cambio di soldi, tanti.