Casapesenna, Casalesi: sequestrata la casa di Garofalo bunker dove si nascondeva Zagaria. Individuate le telecamere che erano gli occhi del boss

I Finanzieri del Gico sono ancora a caccia del tesoro di Michele Zagaria e lo stanno cercando a Casapesenna, Caserta, nella cittadina che costituiva gli occhi, le orecchie e il salvadanaio del boss, soprattutto per quel che riguarda i soldi contanti. Sequestrata la casa di Giovanni Garofalo oggetto di una perquisizione avvenuta la settimana prima che Michele Zagaria venisse arrestato da Vittorio Pisani e dai suoi uomini, oggi sono stati apposti i sigilli all’immobile.
I Finanzieri con l’ausilio di Carabinieri e Poliziotti stanno setacciando Casapesenna ripercorrendo la mappa delle telecamere che Michele Zagaria controllava finanche dal bagno del bunker dove trascorreva la sua latitanza. Gli occhi del boss: una cinquantina di obiettivi puntati sulle vie d’accesso, sulle case dei cumparielli remotate e visibili tutte dal nascondiglio a cui si univa un citofono collegato con decine di altri nel paese che consentiva al capo dei Casalesi di poter palare con i suoi luogotenenti e fedelissimi senza usare le linee telefoniche intercettate dagli investigatori che gli stavano col fiato sul collo.

Gomorra, Casalesi/3: il sindaco Zagaria dopo l’arresto ha avuto un malore ed è ricoverato ad Aversa

Fortunato Zagaria, il sindaco di Casapesenna arrestato questa mattina dalla Dia nell’ambito dell’operazione Municipio contro i Casalesi, è ricoverato presso l’ospedale Moscati di Aversa, colto da un malore subito dopo l’arresto. Fra i destinatari dell’OCC c’è anche il boss Michele Zagaria, detenuto presso il carcere di Novara.

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Gomorra, Casalesi 2/ arrestato Fortunato Zagaria sindaco di Casapesenna ed altri colletti bianchi

Nel blitz della Dia -coordinato dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia- è stato arrestato il sindaco di Casapesenna in carica, Fortunato Zagaria (non è parente del boss). E non solo: adesso il compito degli investigatori coordinati dai magistrati del pool che si occupa del clan dei Casalesi è chiaro: recuperare i beni dei camorristi ed individuare connivenze e complicità . A tutti i livelli. Così sono stati sequestrati beni, effettuati arresti e perquisizioni. Ma la storia del sindaco (già avviata la procedura di scioglimento del comune di Casapesenna) merita di essere raccontata: Fortunato Zagaria era il vicesindaco del paese, primo cittadino era l’avvocato Giovanni Zara. Un bel giorno il vicesindaco -questo il risultato delle indagini del personale Dia guidato dal capocentro Maurizio Vallone- avrebbe minacciato il sindaco intimandogli di smettere con il rilasciare dichiarazioni ed interviste contro la camorra, in particolare su Michele Zagaria. Zara allora informò subito il suo referente nazionale nel Pdl, l’onorevole Alfredo Mantovano che gli promise ogni possibile sostegno in questa vicenda ed ha raccontato con grande coraggio quanto accadeva a Casapesenna. Fortunato Zagaria, che aveva come riferimento politico- scrivono i magistrati- Nicola Cosentino(che non è indagato) vistosi alle strette, non potendo costringere Zara a stare zitto, provocò lo scioglimento dell’amministrazione comunale facendo dimette dei consiglieri. Alle elezioni successive venne eletto sindaco. E adesso il comune sarà sciolto per infiltrazioni della camorra

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Nella foto il sindaco Fortunato Zagaria arrestato oggi dalla Dia

Gomorra, Casalesi:dopo l’arresto di Zagaria nel mirino il “terzo livello”. Blitz della Dia

L’hanno chiamata operazione Municipio: stavolta tocca al cosiddetto terzo livello. È dalle prime ore di questa mattina che su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, personale del Centro Operativo della DIA di Napoli sta eseguendo numerose perquisizioni ed arresti nella zona di Casapesenna, Caserta e nel Basso Lazio nei confronti di colletti bianchi favoreggiatori del clan dei casalesi e in particolare di Michele ZAGARIA, tra questi anche esponenti politici locali.

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Casapesenna, siamo entrati nel bunker del boss Michele Zagaria superprotetto dalle telecamere

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Nella casa di vico Mascagni 9 a Casapesenna c’è il bunker dove si nascondeva Michele Zagaria, il capo dei capi dei Casalesi. Nascosto da una parete che sembra simile a tutte le altre c’é una a stanza che scorre su dei binari: quando viene spostata nasconde una scala che porta nel nascondiglio del boss. Una scala stretta per un uomo dal fisico allenato – forse quando non era a Casapesenna si allenava in palestra o in piscina- che arriva in una camera piena di monitor e tv, schermi che servivano a Zagaria soprattutto per controllare le molte telecamere piazzate fuori dalla casa dove si nascondeva. Addirittura anche in bagno c’era un monitor per guardare fuori, la strada, anche da sotto la doccia.

Camorra, Casalesi: trovato un covo nascosto a Casapesenna. Si scava a casa Zagaria, caccia al boss in fuga

Un vano ricavato dietro l’ascensore con tanto di porta nascosta nel muro e con una cassaforte: lo hanno trovato i carabinieri durante una delle perquisizioni fatte a Casapesenna alla ricerca della primula rossa della camorra Michele Zagaria. Centinaia fra carabinieri e poliziotti, ma anche finanzieri, vigili del fuoco impegnati nell’operazione felice compleanno. Una pressione forte quella esercitata dallo Stato nei confronti di eventuali fiancheggiatori del boss che proprio oggi festeggia appunto il suo ocmpleanno

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