Casalesi, rifiuti: indagato l’imprenditore Elio Roma, per conto dei Bidognetti avrebbe smaltito fanghi pericolosi

Questa mattina, la Squadra Mobile di Caserta ha eseguito un decreto di sequestro preventivo ed ha messo i sigilli ad un terreno agricolo a Trentola Ducenta che era nella disponibilità dell’imprenditore Elio Roma, ora indagato, decreto emesso dal Tribunale di Napoli-Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura Antimafia partenopea, in relazione ai reati “Attività di gestione di rifiuti non autorizzata” e “Attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti”, “Disastro ambientale”, aggravati dal fine di agevolare il clan dei Casalesi-gruppo Bidognetti. Continua a leggere

Camorra, per Enrichetta Avallone, la moglie di Antonio Iovine, divieto di dimora in provincia di Caserta

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno notificato un provvedimento di divieto di dimora in provincia di Caserta, emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Prima Sezione Penale, nei confronti di Enrichetta Avallone, 43 anni, moglie del noto boss del clan “dei casalesi” Antonio Iovine, detto “o’ninno”.
La donna, attualmente sottoposta all’obbligo quotidiano di presentazione alla p.g. presso la Stazione CC San Cipriano d’Aversa, in data 12 giugno 2012 era stata condannata in primo grado alla pena di anni otto di reclusionne nel processo che la vedeva imputata con un’ottantina di imputati appartenenti al gruppo Iovine.

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Camorra, Casalesi: arrestato Massimo Di Caterino, gruppo Zagaria. Si nascondeva in un bunker a Francolise

Massimo di Caterino è stato arrestato a Sant’ Andrea del Pizzone di Francolise, nel Casertano, si nascondeva in un bunker ricavato nell’abitazione. Era armato, aveva una pistola calibro 7,65 e 10mila euro in contanti. Secondo gli inquirenti era un personaggio di spicco aveva assunto un ruolo di spicco del clan dei Casalesi, gruppo Zagaria.

Casalesi: confiscata la villa di Nicola Schiavone, hi-tech e mobili firmati, era classificata abitazione popolare

Ancora guai per la famiglia del boss dei Casalesi : i finanzieri del Comando provinciale di Napoli hanno confiscato la villa dove viveva Nicola Schiavone, il primo dei figli di Sandokan a finire in manette. Un’abitazione classificata come popolare anche se si tratta di una casa lussuosa, di 300 metri quadri,iper tecnologica e piena di mobili costosi e di qualità. da un monitor in un enorme salone dall’interno si poteva controllare la situazione all’esterno della casa con una serie di telecamere. Molto mobili e divani di design, griffatissimi. Il bagno ricoperto da mosaici. Tutto un po’ barocco. Questione di gusto, ovviamente…

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Camorra: giovani casalesi crescono. Arrestati Ivanoe Schiavone e suo cugino Francesco. Giá in carcere il giovane Emanuele

Sono finiti in manette i giovanissimi del clan dei Casalesi seconda generazione, a partire da Ivanoe Schiavone, 24 anni, figlio di Francesco detto Sandokan e suo cugino Francesco, figlio di Walter Schiavone,il fratello del boss. Fra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri di Caserta che ha portato in carcere 15 persone accusate di essere legate al clan dei Casalesi, fazione Schiavone, c’è anche Emanuele, l’altro fratello appena ventenne e già in carcere da venti giorni. Tutti poco più che ventenni avevano messo in piedi una serie di estorsioni, grazie ad un cognome pesante che incuteva terrore nei malcapitati. I ragazzini imponevano nel periodo natalizio l’acquisto di gadget, penne e calendari con il nome della ditta cui chiedevano il pizzo. E ottenevano una percentuale anche del 50 per cento dalle tipografie.

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Camorra, Casalesi: 15 arresti, preso il clan dei ventenni. Faceva capo a Francesco Schiavone Sandokan

Era il clan dei ventenni: adesso sono finiti tutti in carcere, arrestati dai carabinieri di Casal di Principe coordinati dalla Procura distrettuale antimafia. I militari hanno eseguito 15 ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di presunti affiliati e fiancheggiatori del clan dei Casalesi, fazione Schiavone, che fa capo a Francesco Schiavone detto Sandokan. Un gruppo di giovanissimi, ventenni, diretto -secondo gli investigatori- dai due figli di Schiavone, che avrebbe imposto come pizzo del racket di Natale l’acquisto di gadgets orme portachiavi, calendari e penne. Insomma il racket della pubblicità come lo hanno chiamato.

Camorra, Caserta: maxi operazione contro il clan Belforte. 44 arresti

44 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di presunti esponenti del clan Belforte di Marcianise: è il risultato di una maxi operazione congiunta di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza di Caserta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Le indagini, scaturite dal sequestro della contabilità e degli elenchi di imprenditori estorti e affiliati, hanno permesso di ricostruire l’organigramma, le attività illecite ed il modus operandi della pericolosa organizzazione camorristica, tanto potente da indurre gli stessi “casalesi”, nel corso degli anni ’90, a concludere con i Belforte un patto di non belligeranza per la spartizione dei proventi delle attività estorsive nel comprensorio di Caserta, Marcianise e nelle zone vicine al capoluogo.
Di assoluto rilievo il ruolo assunto negli ultimi anni dalle mogli dei presunti capi del clan, condannati a lunghe pene detentive e reclusi in regime di 41 bis, che avevano assunto la reggenza dell’organizzazione, gestendo anche la cassa comune. Contestualmente, si sta eseguendo, in varie provincie del centro e sud Italia, un decreto di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili, per un valore di oltre 10 milioni di euro e di oltre 250 rapporti bancari.

Casalesi, 8 arresti. In manette pure 2 agenti di polizia penitenziaria: portavano a Carinola cellulari, profumi e orologi dietro compenso

Dalle prime ore dell’alba, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, nel corso di un’attività d’indagine coordinata dalla D.D.A. di Napoli, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di soggetti ritenuti responsabili a vario titolo di due omicidi, corruzione e cessione di sostanze stupefacenti.
I due omicidi, commessi tra la fine del 2003 e l’inizio del 2004, si inseriscono nel contesto della guerra all’interno del clan “dei casalesi” tra i gruppi Tavoletta-Ucciero e Bidognetti, che si contendevano la supremazia nella gestione delle attività criminose in Villa Literno. Numerose sono state le vittime, in entrambe le fila, nel corso della faida durata ben 10 anni, dal 1997 al 2007.
Nel corso dell’operazione, in collaborazione con personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, sono stati arrestati anche due agenti di Polizia Penitenziaria in servizio alla Casa Circondariale di Carinola, accusati di aver introdotto, all’interno della struttura penitenziaria, e ceduto ad alcuni detenuti sostanze stupefacenti, telefoni cellulari, profumi, orologi ed altri prodotti vietati, in cambio di somme di danaro ed altre regalie.