Casalesi, rifiuti: indagato l’imprenditore Elio Roma, per conto dei Bidognetti avrebbe smaltito fanghi pericolosi

Questa mattina, la Squadra Mobile di Caserta ha eseguito un decreto di sequestro preventivo ed ha messo i sigilli ad un terreno agricolo a Trentola Ducenta che era nella disponibilità dell’imprenditore Elio Roma, ora indagato, decreto emesso dal Tribunale di Napoli-Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura Antimafia partenopea, in relazione ai reati “Attività di gestione di rifiuti non autorizzata” e “Attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti”, “Disastro ambientale”, aggravati dal fine di agevolare il clan dei Casalesi-gruppo Bidognetti.
Secondo gli inquirenti Elio Roma attraverso la società RFG, ottenuta una commessa da società del centro e nord Italia per lo smaltimento illecito di rifiuti, soprattutto fanghi industriali, anziché procedere attraverso l’impianto di compostaggio della sua azienda ai trattamenti imposti per legge, per trasformarli in “compost” ed “ammendante” (fertilizzanti), sversava i rifiuti “tal quale” nei terreni di contadini, compiacenti, in cambio di denaro, oppure ignari, convinti che si trattasse di concimi e fertilizzanti.
Pertanto, l’impianto di compostaggio veniva utilizzato solo per simulare la lavorazione dei rifiuti pericolosi, formalmente ricevuti, stoccati e sottoposti a trattamento, ma in realtà smaltiti abusivamente ed illecitamente presso numerosi fondi agricoli, individuati con la collaborazione del clan “dei casalesi,” dove venivano convogliati dai trasportatori incaricati da Elio Roma. L’imprenditore secondo collaboratori di giustizia del calibro di Giovanni Vassallo, tammaro Iana ed altri, era divenuto uno degli imprenditori di riferimento del clan BIDOGNETTI nel settore dei rifiuti, infatti l’organizzazione fungeva da garante di tali operazioni, in cambio di laute tangenti; collaborando anche all’individuazione dei siti ove effettuare lo sversamento dei rifiuti. Una pratica che era diventata un vero e proprio sistema, con un cartello di aziende che sistematicamente con il clan dei Casalesi attraverso attività illecite gestivano lo smaltimento di rifiuti pericolosi.

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