MADDALONI: FERMATI DAI CARABINIERI QUATTRO GIOVANI PRESUNTI ESPONENTI DI UN NUOVO CLAN

I Carabinieri del Nucleo Operativo di Maddaloni hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli a carico di 4 giovani ritenuti affiliati ad un clan camorristico emergente nella cittadina campana. Secondo gli investigatori sarebbero: il mandante, gli organizzatori e l’esecutore materiale di un attentato dinamitardo avvenuto il 5 marzo a Maddaloni vicino alla casa di Lucia Picillo, vedova del boss Angelo Amoroso, già arrestata dai Carabinieri di Caserta perchè considerata legata ad un altro clan camorristico di Maddaloni.
L’ordigno artigianale predisposto dai giovani era composto da 3 bombe carta collegate tra loro, per quasi 4,5 kg. di esplosivo, legate con il nastro adesivo ad una bombola di gas da campeggio di 3,5 kg., che avrebbe dovuto amplificare ulteriormente gli effetti dell’esplosione. Se l’ordigno fosse esploso avrebbe potuto sventrare l’intero palazzo e causare una vera e propria strage; fortunatamente, però, forse a causa della pioggia, o forse per l’imperizia del “bombarolo”, la miccia si è spenta e non c’è stata l’esplosione.
Le indagini, che si sono sviluppate con intercettazioni, pedinamenti e servizi di osservazione, hanno portato al fermo di questa notte a carico di Clemente Di Crescenzo, 33 anni, detto “Bocsic”; Angelo Esposito, 30 anni, guardia giurata; sua moglie Filomena Cristiano, 21 anni, e Pietro Folgieri, 43 anni, tutti di Maddaloni. Le accuse nei loro confronti sono di associazione a delinquere di tipo camorristico finalizzata alla ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi ed esplosivi, alla strage, al tentato omicidio nei confronti di esponenti di un clan camorristico rivale, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso.
I contrasti tra i due gruppi criminali sono da ricondurre in particolare alla gestione illecita del business dei videopoker e delle slot machines; un affare molto redditizio che in passato aveva già causato una serie di omicidi.
Dopo i numerosi recentissimi arresti da parte dei Carabinieri di Caserta, i giovani pensavano forse di poter approfittare della situazione per allargare e consolidare i loro affari criminali ed il controllo del territorio, ma sono invece arrivate le manette anche per loro. Di Crescenzo, Esposito e Cristiano sono stati arrestati nelleloro case, a maddaloni. Folgieri invece è stato rintracciato in provincia di Reggio Emilia, a Castelnovo ne’ Monti, a casa di alcuni suoi parenti; infatti dopo il fallimento dell’attentato dinamitardo si era allontanato per paura di ritorsioni, sia da parte delle potenziali vittime che da parte di chi gli aveva commissionato il lavoro fortunatamente non portato a termine.