UNA BANDA COMPOSTA SOPRATTUTTO DA DONNE ORGANIZZAVA IL CAVALLO DI RITORNO A CAIVANO:5 PERSONE IN CARCERE

I carabinieri del Nucleo investigativo del Grupp di Castyello di Ciserna hanno arrestato 5 persone ritenute colpevoli di una serie di furti di auto seguiti da estorsione, la cosiddetta tecnica del cavallo di ritorno. Dei cinque arrestati 3 sono donne, uno minorenne. Ecco i loro nomi:
1. PRECE Antonio, Afragola (NA),1979, pluripregiudicato;
2. O.R., nato a Caserta 1991, residente a Caivano,;
3. DI PALO Anna, Afragola, 1959, ;
4. GUERRA Rita, Mugnano di Napoli, 1986, pregiudicata;
5. PEPE Giuseppina, Napoli 1981,
Tutti loro sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di tentata estorsione, rapina a mano armata e ricettazione, in concorso tra loro e con altre persone allo stato ancora da identificare.

DA FIRENZE A SCAMPIA PER ACQUISTARE LA DROGA: ARRESTATO

Alessio Colaluca, 40 anni, è stato arrestato ieri mattina dagli uomini del commissariato di Polizia di Scampia mentre acquistava droga. L?uomo era appena arrivato in treno da Firenze dove sarebbe rientrato in giornata con la “roba” da vendere ma è stato bloccato nei pressi di via Labriola mentre cercava di allontanarsi senza dare nell’occhio dopo aver notato la polizia. Quando è stato fermato era in possesso di 92 capsule di eroina.

SECONDIGLIANO: ARRESTATO DAI CARABINIERI GIUSEPPE GALLO, BOSS DI BOSCOTRECASE

I Carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno catturato Giuseppe GALLO, 32 anni, capo del clan camorristico GALLO-LIMELLI-VANGONE, di Boscotrecase.
Giuseppe Gallo è stato bloccato dai militari a Napoli, nel quartiere di Secondigliano. mentre si stava recando nella struttura della locale ASL per sottoporsi ad una visita medica, scortato e protetto da altri affiliati armati che al momento della cattura sono riusciti a dileguarsi. L’uomo – che è latitante dal 2007 – è arrivato alle 9,30 circa a bordo di una autovettura guidata da un suo familiare: a quel punto i Carabinieri lo hanno riconosciuto e lo hanno bloccato.
Giuseppe Gallo ha ereditato dal padre Pasquale il ruolo di vertice del clan, dopo la sua morte avvenuta nel 2003, quando era considerato uno dei maggiori trafficanti di sostanze stupefacenti dell’area vesuviana.
Il figlio Giuseppe ha sviluppato l’azione del padre, potenziando e ramificando tutta una serie di contatti e di relazioni con organizzazioni criminali transnazionali, che nel tempo lo hanno portato a diventare uno dei più quotati trafficanti internazionali di stupefacenti dell’intera penisola.