PICCOLA BABY-GANG AGLI ORDINI DI UN 13ENNE ACCUSATA DI AVER DEVASTATO UN CENTRO CULTURALE. IL BABY-BOSS E' IRREPERIBILE. TROVATO IL LORO ARSENALE

Alle 17.00 dell’11 febbraio, a Secondigliano, sul viale Altair, una decina di giovani di età presunta non superiore ai 17 anni sono entrati nel centro socio-educativo “oltre la strada” ove hanno minacciato gli educatori ed i presenti e danneggiato le stanze, i mobili e suppellettili.Nel corso delle indagini per identificare gli autori dell’atto di vandalismo i carabinieri della stazione di Secondigliano hanno raccolto gravi indizi e segnalato alla autorità giudiziaria minorile un 13enne del quartiere San Pietro a Patierno di fatto domiciliato in comunità per minori.Il ragazzino, attualmente irreperibile, viene indicato a capo di una banda di giovani operante nel rione Berlingieri di Secondigliano. Nel corso delle attività investigative sono state inoltre rinvenute a carico di ignoti 3 mazze chiodate fabbricate artigianalmente, 2 mazze da baseball ed una frusta. Il materiale è stato trovato in via Sant’andrea Avellino nel cortile condominio al civico 5 ove era stato nascosto all’interno di una fontana di ghisa.

TORNA A CASA E TROVA LA COMPAGNA A LETTO CON UN SUO CONNAZIONALE. TENTA DI UCCIDERLO CON UN FUCILE MA NON CI RIESCE. ARRESTATO UN POLACCO 32ENNE

I carabinieri della stazione di Forio di Ischia hanno arrestato un polacco 32enne residente a Forio individuato e bloccato dopo che aveva sparato un colpo di fucile contro un suo connazionale 34enne che è sfuggito alla morte perchè è riuscito a ripararsi nella sua abitazione. L’episodio è avvenuto dopo una violenta lite per motivi passionali (la polacca 21enne convivente del 32enne era stata sorpresa dal compagno insieme al 34enne). L’arma, un fucile da caccia detenuto e portato illegalmente, è stata rinvenuta e sequestrata. Era stata abbandonata nei pressi del luogo dell’evento.

CITTADINO INGLESE UBRIACO ARRESTATO SUL LUNGOMARE DI NAPOLI. HA PICCHIATO I CARABINIERI CHE L'AVEVANO BLOCCATO PERCHE' INFASTIDIVA I PASSANTI

Era ubriaco e infastidiva i passanti in via Partenope. Quando i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia centro sono arrivati sul posto su segnalazione anonima, hanno arrestato Birt Simon Edward, un cittadino inglese 45enne, accusato di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e di lesioni personali. I militari dell’Arma hanno bloccato Birt Simon Edward ma alla richiesta di fornire le generalità l’uomo si è scagliato contro i militari dell’arma provocando lesioni guaribili in 7 giorni.

SEQUESTRATA A CRISPANO, NEL NAPOLETANO, UN'AREA ADIBITA A DISCARICA ABUSIVA DI RIFIUTI

I carabinieri del NOE di Napoli hanno denunciato tre persone per aver effettuato attività di raccolta, trasporto, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in assenza di autorizzazione, nonché per aver realizzato una discarica abusiva di rifiuti costituiti da parti di motori non bonificati, bombole di gas, carcasse di motorini, batterie esauste e scarti di demolizione. L’area interessata, di circa 3.000 MQ, è stata sottoposta a sequestro.

APPALTI PILOTATI IN CAMBIO DI SOLDI NELLA SANITA' A NAPOLI, AGLI ARRESTI NOVE PERSONE IMPLICATE NEGLI ILLECITI COMMESSI ALL'ASL1

Nella mattinata odierna i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito, su delega di questa Procura della Repubblica, nove ordinanze di custodia cautelare (cinque in carcere e quattro agli arresti domiciliari) e due sequestri preventivi, disposti, dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di cinque funzionari pubblici del servizio sanitario regionale, tre imprenditori aggiudicatari di appalti per la fornitura dei servizi di manutenzione e riparazione di numerose strutture sanitarie di Napoli e la collaboratrice di uno di essi.I provvedimenti cautelari costituiscono l’esito di articolate indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli della Guardia di Finanza, su delega della Sezione reati contro la pubblica amministrazione di questa Procura della Repubblica, che hanno permesso di disvelare gli illeciti rapporti esistenti tra imprenditori e funzionari pubblici, finalizzati a “condizionare” le gare d’appalto indette dal Servizio Tecnico Centrale della A.S.L. NAPOLI 1, per l’aggiudicazione dei lavori di ristrutturazione e manutenzione delle strutture ospedaliere dipendenti dalla predetta Azienda sanitaria.Il fascicolo processuale trae origine da un esposto-denuncia, presentato nel dicembre 2006, alla Procura della Repubblica di Napoli, da un architetto napoletano, estromesso dall’incarico per la ristrutturazione di una casa di cura di Napoli, dopo il suo rifiuto di avvalersi di ditte e professionisti imposti al committente dei lavori da alcuni funzionari dell’A.S.L.. In particolare, l’esponente segnalava la condotta dell’ing. Claudio RAGOSTA, responsabile del settore tecnico manutentivo del citato ente.Il medesimo esposto, peraltro, è anche all’origine delle indagini che, nel dicembre 2007, hanno portato all’arresto di funzionari e tecnici del Comune di Napoli e del Consiglio Regionale della Campania in relazione agli appalti affidati alla FIRE CONTROLL S.r.l., società di fatto gestita dall’imprenditore COTUGNO Vincenzo, anch’egli tratto in arresto.Il RAGOSTA, al vertice del Servizio Tecnico Centrale, fino al settembre del 2007, quando è stato sospeso dalla Direzione Generale dell’A.S.L. Napoli 1 a seguito di una perquisizione effettuata presso gli uffici del predetto Servizio, sulla base delle risultanze dell’indagine svolta, non esitava ad intrattenere rapporti economici, dallo stesso eufemisticamente definiti “di amicizia”, con numerosi imprenditori e professionisti affidatari di lavori da lui direttamente disposti.In particolare le investigazioni, nel corso delle quali sono state svolte intercettazioni telefoniche ed ambientali, eseguite perquisizioni, esaminata copiosa documentazione sottoposta a sequestro e ascoltati quali testi numerosi imprenditori e professionisti, hanno evidenziato le scandalose condizioni di illegalità e degrado morali nelle quali versava il servizio tecnico della più grande Azienda Sanitaria d’Europa, laddove si registrava la miserevole spartizione, tra i diversi funzionari e dirigenti, delle rispettive sfere di influenza, ciascuna delle quali posta a servizio dell’imprenditore amico o di riferimento del pubblico funzionario infedele.In tale contesto, nessuna attenzione veniva, invece,riservata all’efficienza del modello organizzativo, quali ad esempio il rispetto delle procedure interne, pur essendo le stesse regolate da severe norme di legge e da stringenti regolamenti, dando vita ad una situazione caotica, di vera e propria anarchia amministrativa che costituiva il principale substrato criminale, utilizzato per giustificare, sotto la schermo dell’incapacità e/o della incompetenza, vere e proprie condotte delinquenziali.Basti pensare, a questo proposito, alla condizione vergognosa nella quale sono stati rinvenuti e sequestrati i registri di protocollo adottati dal predetto Servizio Tecnico, che dovrebbero costituire per un Ufficio pubblico chiamato a soprintendere allo svolgimento di decine di gare ed affidamenti del valore di decine di milioni di euro all’anno di quelli che restano, ad onta di tutto, veri e propri lavori pubblici, pagati dalla collettività, il primo presidio di trasparenza e di imparzialità. Le pandette sequestrate dalla Guardia di Finanza, infatti, si presentano come registri cartacei pieni di annotazioni a matita, spazi lasciati in bianco anche a distanza di mesi, allo scopo di offrire la possibilità di retrodatare a piacimento gli atti di ufficio.L’attività concreta del servizio tecnico si è svolta al di fuori del rispetto di qualunque norma o procedura, finanche la più elementare, al punto che, anche per appalti di rilevante importanza, si è dato corso alla prestazione e soprattutto ai pagamenti, senza procedere alla stipula dei relativi contratti. In moltissimi casi si è accertata, invece, una continua strumentalizzazione della procedura per lavori c.d. “di somma urgenza” al solo scopo di affidare le commesse agli imprenditori amici, realizzando, nel migliore dei casi, forme di pubblicità soltanto virtuali.In molti casi, si è riscontrato che era lo stesso imprenditore che risultava poi aggiudicatario della gara di appalto a predisporre e presentare anche i preventivi e le offerte a nome di ditte terze, completamente ignare della questione, all’evidente scopo di simulare la partecipazione di più concorrenti alle procedure di gara, di fatto, sin dall’origine, già aggiudicate alle imprese compiacenti grazie alla complicità dei funzionari oggi tratti in arresto.Le indagini di p.g., hanno permesso di accertare, tra l’altro, che RAGOSTA Claudio, direttore pro-tempore del Servizio Tecnico Centrale della A.S.L. NA 1 aveva nella sua disponibilità un’imbarcazione cedutagli da COTUGNO Vincenzo, (amministratore di fatto della FIRE CONTROLL s.r.l.), società che gestiva gli impianti antincendio ed effettuava la manutenzione degli estintori di tutte le strutture ospedaliere e dei presidi sanitari distrettuali dell’A.S.L. NAPOLI 1, che si era limitato ad esigere soltanto il prezzo di riscatto del leasing, pari a circa 100.000 euro, ben al di sotto del valore di mercato che, come ammesso dallo stesso COTUGNO in sede di interrogatorio, era oltre il doppio. E’ stato inoltre accertato che NAPOLITANO Paolino, amministratore di tre società operanti nel settore edile, si prodigava per la fittizia intestazione ad una delle sue società (la TNT SERVICE Srl) di tale imbarcazione, al fine di occultare fraudolentemente la provenienza illecita derivante dalla corruzione operata dal COTUGNO nei confronti del RAGOSTA, ottenendo in contropartita l’aggiudicazione di svariati lavori di ristrutturazioni delle strutture dipendenti dalla A.S.L. NA 1 per oltre un milione di euro nei soli anni 2006-2007. Le attività di perquisizione e sequestro effettuate presso le sedi delle diverse imprese oggetto delle indagini hanno, altresì, consentito, come dato costante ed indifferenziato, di verificare la presenza sulle apparecchiature informatiche aziendali, di atti già completati e schemi di atti da predisporre che dovrebbero essere prerogativa esclusiva di pubblici ufficiali. Così, in particolare, presso gli uffici della TNT SERVICE Srl della EDILIZIA SERVICE e della EDIL SERVICE Srl nella disponibilità del NAPOLITANO Paolino, sono stati rinvenuti i computi metrici relativi a tutti lavori aggiudicati alle citate impre
se.Presso invece gli uffici della BIA BIOINARCH srl sono stati rinvenuti, oltre ai consueti computi metrici con intestazione A.S.L. NA 1, anche numerosi atti amministrativi che avrebbero dovuto costituire la premessa ontologica dell’affidamento. Si può dire, anzi, con riferimento a quest’ultima impresa, che nei file dei suoi personal computer sia presente un vero e proprio formulario del servizio tecnico, più ricco e articolato del contenuto, invero assai modesto, di quelli in uso ai funzionari presso i loro uffici (in gran parte dedicati ad archiviare documenti di vita privata o file musicali).Non si tratta, tuttavia, di un esito troppo sorprendente, ove si tenga conto della circostanza che, almeno con riferimento alla BIA BIOINARCH Srl, deve registrarsi un rapporto di cointeressenze tra azienda e dirigente (nel caso di specie il SIELO) da giustificare il ricorso alla collaudata categoria del socio di fatto. D’altra parte, anche le indagini tecniche hanno evidenziato chiaramente che, il funzionario responsabile del “servizio tecnico – area ospedaliera” SIELO Bruno:· dava specifiche disposizioni in ordine alla predisposizione degli atti per la partecipazione della predetta BIA BIOINARCH S.r.l., amministrata di fatto da POLIZZA Alfredo, a gare di appalto sia presso la A.S.L. NAPOLI 1 che presso altri Enti, concordando con il POLIZZA l’ammontare da indicare nelle offerte presentate, talvolta dando specifiche indicazioni al fine di maggiorare l’importo dei lavori ed intervenendo personalmente nella predisposizione della relativa documentazione tecnica ed amministrativa, anche su appositi supporti informatici fornitigli dallo stesso POLIZZA o da una sua stretta dipendente, DI SARNO Anna, pienamente consapevole e compartecipe dell’attività illecita;· si adoperava per far affidare alla BIA BIOINARCH S.r.l. commesse relativi a lavori edili da eseguirsi presso strutture sanitarie private site nella Regione Campania e da lui conosciute nell’ambita della propria attività svolta presso la A.S.L. NAPOLI 1;· chiedeva, anche esplicitamente, al POLIZZA Alfredo di recapitargli somme di denaro, quale compenso della sua illecita collaborazione. Gli accertamenti bancari effettuati, inoltre, hanno permesso di riscontrare relativamente alla posizione di SALEMME Ferdinando, amministratore della STELMED s.r.l., la dazione, mediante assegni girati da terzi, della somma di 100.000 euro a RAGOSTA Claudio quale compenso per l’affidamento illecito di appalti per un valore di centinaia di migliaia di euro.MISURE CAUTELARI PERSONALIIndagati per i quali è stata disposta la custodia cautelare in carcere:1. SIELO Bruno, funzionario del Servizio Tecnico Centrale manutentivo dell’A.S.L. NA12. SABATINO Alfonso, funzionario del Servizio Tecnico Centrale manutentivo dell’A.S.L. NA13. DI COSTANZO Giuseppe, funzionario del Servizio Tecnico Centrale manutentivo dell’A.S.L. NA14. SALEMME Ferdinando, imprenditore ed amministratore della STELMED s.r.l. affidataria di appalti da parte dell’A.S.L. NA1;5. POLIZZA Alfredo, imprenditore ed amministratore di fatto della B.I.A. BIOINARCH s.r.l. affidataria di appalti da parte dell’A.S.L. NA1;Indagati per i quali è stata disposta la custodia cautelare agli arresti domiciliari:6. RAGOSTA Claudio, direttore pro-tempore del S.T.C. dell’A.S.L. NA 1;7. FEDELE Giuseppe, funzionario del Servizio Tecnico Centrale dell’A.S.L. NA 1;8. NAPOLITANO Paolino, imprenditore ed amministratore delle seguenti società affidatarie di appalti da parte dell’A.S.L. NA1: TNT SERVICE s.r.l., EDILIZIA SERVICE s.r.l. ed EDIL SERVICE s.rl.;9. DI SARNO Anna, impiegata e responsabile dell’ufficio gare d’appalto della citata B.I.A. BIOINARCH s.r.l.;

SI PROSTITUIVA E COSTRINGEVA A PROSTITURE ANCHE I 6 FIGLI MINORI, IN CELLA MADRE DEI BIMBI, ZIO, TRE FRATELLI E UN ALTRO VIOLENTATORE AD AFRAGOLA

Si prostituiva davanti ai figli, sei bambini tra i 3 e i 12 anni. Non paga di questo comportamento riprovevole, la donna, 36anni, residente in uno dei tanti casermoni delle case popolari di Afragola, grosso centro del Napoletano, usava persino i figli per assecondare la morbosità dei suoi clienti abituali. Con l’accusa di violenza sessuale e abusi su minori, prostituzione ed altri reati gravi sono finiti in cella, oltre alla donna, anche altre cinque persone… Uno zio della prostituta ed altre 4 persone, tra questi tre fratelli, che in cambio di somme di denaro avrebbero ripetutamente abusato dei sei bambini… Una storia di squallore e degrado che arriva dalla periferia nord di Napoli…di cui si è occupato l’Ufficio minori della Questura, grazie alle segnalazioni dei servizi sociali del comune… Gli assistenti sociali hanno raccolto voci sui presunti abusi commessi sui bambini, hanno trasmesso in una relazione alla polizia i loro sospetti. La polizia ha fatto le indagini, aiutata anche dai psicologi che hanno ascoltato i bambini violentati, e il magistrato titolare dell’inchiesta ha chiesto l’arresto delle sei persone… Ora i bambini sono in un centro di accoglienza… la speranza è che dimentichino e che la loro vita non venga segnata da questa squallida storia…