PDL PRESENTA MOZIONE PER RIMUOVERE IL SINDACO DI NAPOLI. SECCA LA REPLICA DELLA IERVOLINO: "INTROMISSIONE INAMMISSIBILE"

“Ho preso atto con viva sorpresa – spiega ancora il sindaco – del voto della Camera, espresso in difformità anche dal parere del governo. Ho presieduto la commissione Affari Costituzionali che ha modificato il titolo V della nostra Costituzione. Basta rileggere i lavori preparatori per avere la conferma che la volontà del legislatore è andata nel senso di dare concreta attuazione al principio dell’autonomia di cui all’art. 5 della Costituzione, facendo degli Enti Locali entità equiordinate e autonome rispetto allo Stato”. “E’ quindi inammissibile – per Iervolino – che il Parlamento entri nella vita interna di un Comune chiedendo la rimozione del Sindaco e lo scioglimento del Consiglio Comunale liberamente eletti dai cittadini. Questo sul piano istituzionale. Sul piano politico va rilevato, inoltre, che lo stesso Governo ha affermato che non sussistono motivi per adire alla richiesta dei proponenti. Quindi la maggioranza ha votato contro il suo stesso governo”. “Si tratta allora di un ‘pasticcio istituzionale’ messo in piedi per incongrui tatticismi politici, a tutto danno degli interessi della città. Per ragioni di stile si sarebbe almeno dovuto evitare che a promuovere il dibattito fossero due deputati inquisiti dalla magistratura per reati commessi contro il Comune di Napoli”, conclude il sindaco.

IL PRESIDENTE NAPOLITANO TORNA NELLA SUA NAPOLI PER INAUGURARE IL SAN CARLO RISTRUTTURATO E ASSISTERE AL CONCERTO DI MUTI

Tornerà sabato 7 febbraio a Napoli per un appuntamento ufficiale dopo la tradizionale visita privata di Capodanno, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Due allo stato gli appuntamenti inseriti nel programma che non è ancora completo. Il Capo dello Stato dovrebbe arrivare in mattinata per essere alle 17 all’istituto oncologico Pascale per la cerimonia organizzata in occasione del settantacinquesimo anniversario della fondazione. In serata, poi, Napolitano è atteso nel restaurato teatro San Carlo per assistere al concerto diretto dal maestro Riccardo Muti. Dopo l’inaugurazione dello scorso 25 gennaio con l’opera lirica “Peter Grimes”, il concerto di sabato prossimo rappresenta un omaggio del maestro Muti al ritrovato San Carlo e il primo concerto con tutte le maestranze del San Carlo impegnate. Muti, infatti, dirigera’ l’orchestra e il coro del San Carlo nell’esecuzione dello ‘Juppiter’ di Mozart, del brano dell’autore partenopeo Nicolo’ Jommelli ‘Veni creator spiritus’ e dello ‘Stabat Mater – Te deum’ di Giuseppe Verdi. Il concerto di sabato (inizio 20.30) verra’ replicato domenica alle 18 e lunedi’ alle 20.30.

RIFIUTI E CAMORRA, SERGIO ORSI DOPO L'ASSASSINIO DEL FRATELLO MICHELE DISSE: SIAMO PERSONE SERIE NON CRIMINALI

Michele e Sergio Orsi si sono sempre definiti vittime della camorra, costretti a pagare tangenti ai clan. Lo disse, nel giugno del 2008, proprio Sergio Orsi, all’indomani della morte del fratello, ucciso in un agguato. Sergio Orsi è stato per alcuni mesi già in carcere, due anni fa, insieme con il fratello Michele, entrambi titolari della società ‘Ecoquattro’, ritenuta il braccio operativo del Consorzio di Rifiuti Ce 4. I due fratelli erano accusati, tra l’altro, di truffa, falso e di avere favorito la camorra. Michele Orsi aveva parlato diverse volte con i pm di Napoli in merito ai rapporti con la politica; venne definito dalla Dda un dichiarante, non un pentito. “Siamo stati minacciati, costretti a pagare, ad avere problemi giudiziari e poi ammazzati. Abbiamo pagato la camorra ma solo dopo reiterate minacce alla famiglia e ai nostri figli”, disse Sergio Orsi qualche giorno dopo la morte di suo fratello. “Non ho capito perchè mio fratello non avesse la scorta – aggiunse – con la protezione questo omicidio si poteva evitare. Mio fratello era un imprenditore serio, non abbiamo mai lavorato nel territorio ma al Nord Italia proprio per evitare rischi di questo genere. A volte mi chiedo, ma qual è il peccato nostro oltre a quello di nascere a Casal di Principe”?.

LA DDA DI NAPOLI: SERGIO ORSI CONTINUAVA A FARE AFFARI CON I CASALESI NONOSTANTE GLI AVESSERO UCCISO IL FRATELLO MICHELE

Sergio Orsi ha continuato a fare affari con i Casalesi nonostante gli esponenti del clan avessero ucciso suo fratello Michele. E’ quanto sostenuto dai magistrati della Dda di Napoli a conclusione delle indagini che questa mattina hanno portato all’arresto di 15 persone nel casertano. Sergio Orsi, anche dopo l’omicidio del fratello, si era riavvicinato alla cellula stragista diretta da Giuseppe Setola. Riavvicinamento che la Procura di Napoli definisce “indiscutibilmente agghiacciante” essendo stato compiuto proprio dopo l’omicidio di Michele, trucidato lo scorso 1 giugno a Casal di Principe. Un atteggiamento perpetrato “non solo per ragioni di tutela personale (lo Stato aveva infatti garantito il trasferimento in località protetta in seguito alla sua volontà di collaborare con la giustizia), ma anche nella prospettiva di recuperare, retribuendo gli esattori mafiosi, ingenti crediti vantati, così da rinnovare la promessa di sostegno finanziario per il gruppo mafioso”.

OMICIDIO TOMMASINO A CASTELLAMMARE DI STABIA, LA POLIZIA CERCA NELLE IMMAGINI DELLE VIDEOCAMERE I VOLTI DEGLI ASSASSINI DEL CONSIGLIERE DEL PD

Un appalto sulle terme di Castellammare di Stabia, l’ingresso in una società assicurativa, la gestione di una boutique, il tentativo di entrare in affari nel settore dei rifiuti eppoi l’attività politica nel Pd e in un’associazione ambientalista, sono solo alcuni degli interessi del consigliere comunale del Pd ucciso Luigi Tommasino, a Castellammare di Stabia, città di 70 mila abitanti a Sud di Napoli, dove la presenza della camorra si fa sentire spesso… anche con omicidi eccellenti… come lo è per l’appunto quello di Luigi Tommasino, giustiziato in auto sotto gli occhi del figlio 15enne. C’è un precedente, nel marzo del 1992, quando un altro consigliere comunale, del Pds, Sebastiano Corrado, fu assassinato secondo le stesse modalità mafiose. Ma chi e perché aveva interesse ad uccidere Tommasino? Qual è il movente che ha armato la mano degli assassini? E’ a queste domande che cercano di rispondere gli inquirenti, per inquadrare l’omicidio e cercare di risalire a mandanti e autori materiali del delitto. Un delitto senza testimoni, anche se è stato messo a segno davanti a palazzo di giustizia, in una strada principale del paese, alle 16, ora in cui aprivano i negozi…. Epperò, nonostante il clima di omertà, e la comprensibile difficoltà degli investigatori a comprendere chi potesse uccidere con modalità mafiose un uomo politico tranquillo, all’apparenza senza ombre, c’è la possibilità che queste telecamere di sorveglianze abbiano inquadrato gli assassini mentre inseguivano la vettura di Tommasino e facevano fuoco… Da queste immagini parte l’inchiesta della Dda e dalla procura di Torre Annunziata. Castellammare è una città sotto choc…

SANDRA LONARDO MASTELLA: PREOCCUPATA PER VENTILATA CHIUSURA DELLA PRODUZIONE DELLA FICTION "LA SQUADRA"

“Siamo sinceramente preoccupati per la ventilata chiusura della produzione della fiction ‘La Squadra’ e soprattutto per la sorte di 250 persone, che rischiano di ritrovarsi senza lavoro, in un momento cosi’ difficile”. Lo dice il presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, la quale ritiene “opportuno e doveroso che, senza entrare nel merito delle scelte artistiche ed editoriali, le istituzioni campane facciano sentire la propria voce”. Napoli e la Campania “non possono permettersi di perdere un apprezzato patrimonio di professionalita’. L’abbandono della fiction che, in questi anni ha saputo rappresentare le tante speranze di riscatto delle nostre comunita’, produrrebbe un danno enorme, non solo in termini di immagine. Mai come in questa circostanza, si tratta di verificare, fino in fondo, qual è e quale deve essere il ruolo della Rai in termini di servizio pubblico”, conclude Lonardo.